BONIFICO PARLANTE Ristrutturazioni ed Ecobonus

Detrazioni fiscali 50% – 65 %

Bonifico ordinario o parlante?

A distinguere i due bonifici sono le informazioni che contengono. Lo scopo con cui si utilizza il bonifico parlante, è quello di dimostrare di avere diritto a detrazioni e agevolazioni quali il Bonus Casa Ristrutturazioni al 50% o l’Ecobonus al 65%.

Non è necessario il bonifico parlante, ma bastano dei normali bonifici per il Bonus mobili Elettrodomestici, il Bonus facciate al 90% ed il Bonus verde.

Per l’Agenzia delle Entrate rappresenta la prova di aver effettuato la spesa nelle modalità indicate dalle norme di riferimento.

Perché “parlante”?

Questa particolare tipologia di bonifico si chiama “parlante” proprio perché dice qualcosa in più rispetto al bonifico ordinario, per cui bastano solo pochi dati.

Dati del Bonifico ordinario

  • nome, cognome e indirizzo della persona a cui è indirizzato;
  • codice iban di chi deve ricevere la somma di denaro;
  • causale, che riporta la motivazione per cui l’importo viene bonificato.

Dati del Bonifico parlante

Più articolata, invece, è la compilazione del modulo, online o cartaceo, utile per effettuare un bonifico parlante e dimostrare di avere diritto a un’agevolazione fiscale. Oltre alle informazioni già indicate, infatti, è necessario specificare:

  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione o di tutti i beneficiari, ad esempio nel caso in cui si applichi a una comproprietà;
  • il codice fiscale o la Partita IVA di chi ha eseguito gli interventi;
  • nella causale del versamento deve essere riportato il riferimento alla norma che regola le agevolazioni di cui si vuole beneficiare | molte banche hanno già la causale precodificata
  • Numero di fattura | non viene richiesto da tutte le banche

Cosa succede se il contribuente emette un bonifico ordinario al posto di quello parlante? 

L’Agenzia delle Entrate concede, infatti, la possibilità di seguire una via alternativa. La guida Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali aggiornata a luglio 2019, per cui sono previste detrazioni, apre uno spiraglio di clemenza e prevede la possibilità di chiedere a chi ha effettuato i lavori di rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Nel testo, infatti, si legge:

In merito a questo adempimento, con la circolare n. 43/E del 18 novembre 2016, l’Agenzia delle entrate ha precisato che il contribuente non perde il diritto all’agevolazione se, per errore, ha utilizzato un bonifico diverso da quello “dedicato” o se lo ha compilato in modo errato, cioè in maniera tale da non consentire a banche, Poste italiane o altri istituti di pagamento di effettuare la ritenuta d’acconto dell’8%. Per usufruire dell’agevolazione, tuttavia, in queste ipotesi è necessario farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui il beneficiario dell’accredito attesti di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella propria contabilità d’impresa.

Si tratta di una via d’uscita per chi incorre in eventuali problemi, sia nel caso in cui ci siano degli errori che nell’ipotesi in cui sia stato utilizzata una modalità di bonifico diversa da quello parlante.

Ritenuta d’acconto

I bonifici parlanti per gli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico prevedono una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico, che grava sul creditore, il quale recupera in credito d’imposta. La ritenuta vale solo per gli interventi rientranti del Bonus casa – ristrutturazione ed Ecobonus; altri interventi non necessitano della ritenuta. La ritenuta d’acconto come lo sconto fiscale, si applica solo fino al raggiungimento del massimale detraibile.

Modalità di pagamento

Come da modalità di pagamento si accettano bonifici PARLANTI con ritenuta d’acconto, qualora il cliente desideri usufruire delle detrazioni fiscali al 50% o al 65% per il Bonus ristrutturazione o l’Ecobonus.  Si invitano i clienti ad inviare la ricevuta del bonifico effettuato. per accelerare i tempi di presa in carico delle pratiche.

Per una generica ristrutturazione, la nostra parcella, ad esempio per la CILA, la variazione Catastale Docfa, la DL, oppure pratiche attinenti quali AQE, Relazione ex Legge 10 e comunicazioni ENEA va in detrazione al 50% o il 65%, utilizzando il bonifico parlante.

2021-05-13