RILIEVO PLANIMETRICO E/O FACCIATE

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ROMA

RILIEVO PLANIMETRICO

Le attività di rilievo sono condotte per l’elaborazione della planimetria in scala 1:100 o 1:200 dello stato di fatto. Il rilievo prende in considerazione tutte le parti portanti e non utili alla definizione dello spazio planimetrico nella sua conformazione e dimensione.

Oltre alla pianta risultante viene elaborata una tabella delle misurazioni, distinguendo le superfici utili e lorde.

Immobili semplici, con disposizione regolare

Pareti ortogonali tra loro

Gli immobili moderni e contemporanei, si basano nella maggior parte dei casi su una planimetria impostata su assi ortogonali; tali immobili sono più semplice da rilevare, in virtù del minor numero di misure necessarie e della minor possibilità di errore.

Vani quadrangolari

I vani quadrangolari riducono il numero delle misure e consentono un rilievo più veloce .

Singolo piano

Un immobile disposto su un singolo piano velocizza il rilevamento, poiché non è necessario cambiare il sistema di riferimento o verificare la corrispondenza trai piani.

Tolleranze

Rientranze, pilastri ed aperture contribuiscono alla complessificazione del rilievo, ma rientrano tra le tolleranze così come la presenza di alcune pareti con angolazione differente dai 90°, quindi non ortogonali tra loro.

Immobili con disposizione e forme irregolari

Pareti irregolari o curvilinee

Gli immobili storici, ad esempio, tendono ad avere una conformazione irregolare con pareti non ortogonali tra loro. La stratificazione costruttiva contribuisce all’irregolarità ed alla deformazione della pianta, rendendo necessario un rilievo basato su sistemi di riferimento ad hoc. Pareti ed ambienti curvilinee complessificano il rilievo notevolmente rendendo necessarie più misurazioni.

Vani pluriangolari

Un vano pentagonale irregolare, ad esempio, costringe il rilevatore a costituire un sistema di riferimento e lavorare trigonometricamente per ogni singola misura, che andrà rapportata e riportata su tale sistema.

Più Piani

Un immobile disposto su una pluralità di piani necessità di un sistema di riferimento per ogni piano. Per coerenza i sistemi di riferimento vanno poi rapportati per verificare la corrispondenza trai piani. Tale attività può complessificare il rilievo, in particolar modo per gli immobili storici.

Tolleranze

Gli immobili irregolari presentano una maggior difficoltà di rilievo ed un maggior margine di errore. La tolleranza è data dalla scala di rappresentazione, che per un rilievo classico è di 1:100 o 1:200. Tali scale consentono un rilievo accurato ed il miglior rapporto resa/utilità del rilevamento. 

Rilievo prospettico facciate per immobili indipendenti

Rilievo diretto e indiretto

Si distinguono due tecniche fondamentali; il rilievo diretto e il rilievo indiretto.

Rilievo diretto

Il rilievo comporta operazioni di misurazione a diretto contatto con i manufatti, immediatamente verificabili nei loro valori metrici. Si usano strumenti semplici che vengono stesi lungo le superfici degli oggetti da riprodurre o nelle loro vicinanze per misurare lunghezze e per impostare allineamenti (fettucce metriche, fili a piombo, cordini, livelle).

Le misure possono essere annotate su un foglio di carta, insieme a uno schizzo approssimativo del manufatto da cui si ricaverà la rappresentazione esatta in un secondo momento. In alternativa il metodo si presta anche ad eseguire il disegno in scala e in proiezione ortogonale direttamente sul campo, utilizzando un piano d’appoggio e alcuni strumenti di disegno come matita, gomma, compasso, righe, squadre. Uno dei vantaggi di questo sistema è che eventuali errori di misurazione possono essere accertati in corso d’opera e quindi vi si potrà subito porre rimedio.

Rilievo indiretto

Per rilievo indiretto si intende invece, che le misurazioni vengono effettuate con degli strumenti ottici, meccanici o informatici di grande precisione le quali comportano una serie di calcoli più o meno complessi al fine di ottenere una traduzione grafica degli oggetti rilevati all’interno di un sistema di coordinate spaziali.

Si utilizzava nei primi tempi il goniometro, sostituto molto tempo dopo dal teodolite ottico-meccanico, strumenti che effettuano misurazioni di angoli, anziché di distanze, cui conseguono calcoli trigonometrici per la determinazione delle coordinate dei punti rilevati. La misurazione di un punto avveniva con il metodo delle intersezioni in avanti che richiedeva letture angolari da due differenti stazioni.

Evoluzione dell’attrezzatura

Negli ultimi decenni del secolo scorso sono stati applicati ai teodoliti i distanziometri elettronici per mezzo dei quali si può associare la misura della distanza alla lettura angolare, consentendo in questo modo il posizionamento di un punto ignoto a partire da una sola stazione, la qual cosa ha contribuito a velocizzare molto il lavoro.

L’ultima evoluzione del teodolite è la stazione totale la quale è corredata di un computer che restituisce in tempo reale le coordinate spaziali dei punti rilevati. Nel secolo scorso l’impiego del teodolite ha cominciato a diffondersi nel campo del rilievo architettonico e poi anche in quello archeologico, soprattutto a partire dagli anni ottanta grazie alla introduzione dei distanziometri elettronici, affiancando il rilievo diretto.

Nell’ambito del rilievo del territorio si è invece recentemente affermato il GPS, sistema che consente di determinare le coordinate spaziali di un punto a terra effettuando delle trilaterazioni con i satelliti.