Spese a seguito del distacco

Articolo 1118 del Codice Civile

Quali sono le spese a seguito del distacco dal riscaldamento condominiale?

Spese a seguito del distacco dal riscaldamento condominiale

Il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle spese a seguito del distacco, per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

Delle spese a seguito del distacco dal riscaldamento condominiale sono inevitabili, ma è necessario definire cosa comprendono o cosa possono comprendere.

Spese a seguito del distacco concordato con l’assemblea condominiale

Il distacco disciplinato dall’art. 1118 c.c. è il distacco a contribuzione “zero” per le spese di consumo. Ovvero il distacco che tutti i condomini invocano dopo la riforma per esimersi totalmente dai costi di combustibile e di gestione.

Diversa è la fattispecie di un distacco “concordato” con l’assemblea, ovvero un distacco autorizzato dal condominio pur in difetto dei richiamati requisiti dell’art. 1118 c.c., per il quale il distaccante si dichiara disponibile a concorrere in una quota percentuale anche alle spese di gestione/combustibile (i classici casi di distacchi pre-riforma consacrati dalla Giurisprudenza con i quali veniva accollata al distaccante, all’esito di una Consulenza tecnica ed a volte erroneamente anche senza Consulenza, una quota anche per i consumi corrispondente all’aggravio di spese per gli altri condomini conseguente al distacco).

Cosa si intende per spese di manutenzione straordinaria?

Orbene, per una definizione di “manutenzione straordinaria” dell’impianto termico trova applicazione il DPR 412/1993 il quale offre una definizione di questa voce all’articolo 1 lettera i), identica a quella prevista dall’allegato A nr. 28 D.lgs 192/2015 e nell’allegato A al D. Lgs 311/2006:

per «manutenzione straordinaria dell’impianto termico», si intendono gli interventi atti a ricondurre il funzionamento dell’impianto a quello previsto dal progetto e/o dalla normativa vigente mediante il ricorso, in tutto o in parte, a mezzi, attrezzature, strumentazioni, riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di apparecchi o componenti dell’impianto termico

Cosa si intende per spese di conservazione?

La Giurisprudenza, richiamando anche l’articolo 1104 del codice civile, ritiene che le spese per la conservazione attengano all’integrità del bene e riguardano le erogazioni per la conservazione in senso stretto, per la manutenzione ordinaria e straordinaria e per le riparazioni, ed afferiscono all’utilità oggettiva del bene (Cassazione Civile, Sez. II, 25.03.2004 n 5975).

E’ quindi un concetto persino più ampio rispetto alla semplice manutenzione ordinaria che, però deve intendersi ricompresa. Giova anche in questo caso richiamare la definizione che l’allegato A al D. Lgs 311/2006 da a tale voce: “per «manutenzione ordinaria dell’impianto termico», si intendono le operazioni specificamente previste nei libretti d’uso e manutenzione degli apparecchi e componenti che possono essere effettuate in luogo con strumenti ed attrezzature di corredo agli apparecchi e componenti stessi e che comportino l’impiego di attrezzature e di materiali di consumo d’uso corrente”.

Quali sono i consumi involontari?

Con il termine consumo involontario (quota fissa) si fa riferimento a quella parte di spesa energetica impiegata per l’esercizio di un impianto di riscaldamento centralizzato e che viene dispersa indipendentemente dal consumo (perdite di sistema). Si differenzia dal consumo volontario (quota variabile) che rappresenta la quantità di calore per il riscaldamento e l’acqua sanitaria richiesto effettivamente dalla singole unità immobiliari.

In tutti i casi tra tra le spese a seguito del distacco dal riscaldamento condominiale non rientrano i consumi volontari, che vengono meno. E’ però addebitabile al distaccante una quota, per i consumi involontari.

Cosa si intende per spese di messa a norma?

La “messa a norma”: si devono intendere tutti quegli interventi sull’impianto termico determinati da obblighi di legge, quali la SCIA per la prevenzione incendi.

Spese escluse

Restano dunque escluse solo le spese per il godimento del bene le quali, attenendo all’uso delle cose comuni, scaturiscono da un fatto soggettivo, personale, mutevole e quindi solo i consumi per il combustibile e dall’energia elettrica necessaria per la produzione e la distribuzione del calore se si vuole escludere anche la spesa per il terzo responsabile che si ritiene spese obbligatoria connessa alla gestione dell’impianto e quindi a carico anche del distaccante

2021-10-12